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Del Volo e Delle Decisioni

Tue Apr 14, 2009, 4:41 AM
Il decollo è così.
Chiedi alla torre i permessi di rullaggio, e poi quello di decollo. Ti allinei alla riga di mezzadria. Fai il check degli strumenti.
Apri i flap al 40%.
Dai manetta per metà, per far stabilizzare i motori. Poi spingi tutto.
Prima vai piano, ti sembra di non muoverti, poi vedi le cose che si muovono, rapidamente.

Quando inizi ad alzare il muso, le cose cambiano, si inclinano, e tu sei li che pesti su quei pedali, e tieni dritto l’aereo, preso da bordate di vento.
Sollevi, spingi, alzi, corri, ti lanci.
Il cielo è davanti. Come le tue potenzialità. Tutto l’elenco delle tue potenzialità. Il tuo modo di dipingere ad acquerello ghirigori irreali, il tuo legare la chimica (in cui sei stato rimandato) a CSI Las Vegas, il tuo vedere la vita in termini matematici (asintoto ne è un esempio). Sai guardare, giocare con i bambini, usare un computer, sai far ridere, sai ascoltare, essere incazzoso e stufoso, sai che ci sono certe cose per te inattaccabili, e altre su cui sei totalmente intransigente. Sai mettere due parole in fila, e ti diverti a chiedere il perché delle cose. Sai che sei inconcludente, e sai amarti al punto tale da perdonarti. Hai la capacità di muovere le persone intorno a te, e di suscitare in loro cose.
Come dici tu, a volte mi ritorna l’affetto, altre mi ritorna l’attacco.


A 4000 piedi di altezza, con un muso di 15° di inclinazione, e rotta 240, voli sopra Ischia e Procida. I flap chiusi ti danno silenzio. Togli manetta per metà, continuando però a salire.
Apri il piano di volo in VFR (visual flight rules) e decidi di andare da qualsiasi parte tu voglia andare. Hai tutte le possibilità che vuoi. Hai scuole, università, orizzonti, luoghi, posti, amori, dubbi, libri da leggere.
Prendi una decisione.
Nord.
Viri per rotta 360 e ti livelli a 6000 piedi.
Hai un intero quadrante a tua disposizione, se ragioniamo in termini di VOR. Hai il quadrante FROM davanti a te.

Decidi di lasciar perdere i pennelli, e continuare con le parole. Smetti di studiare e picchi forte sui computer. Vai a vivere in una città. Fai viaggi in altre città. Decidi di non frequentare certe belle facce, ti leghi ai brutti ceffi.
Succedono cose, le affronti. In un modo. O nell’altro.



Passate le alpi, scegli di dirigerti verso la Francia. Imposti la rotta (per il momento 300), e vai. Vai vai.
Vedi altri nuvole. Vedi altra gente.
Fai altre correzioni di rotta, compi altre scelte.



Quando alla fine scegli di atterrare a Carpiquet, Caen, Normandia, sai che hai preso una strada. Una certa strada.
Adesso le scelte devono essere precise, calibrate. Calcolare l’angolo di discesa. Rallentare senza accelerare, aprire i flap, chiedere il permesso di atterraggio.
Lo vedi, anche se non lo riesci a guardare realmente. Lo vedi, con le ali aperte, che prendono aria per aumentare la portanza, con i flap aperti che ti fanno rallentare senza cadere.
Vento, nuvole, vuoti, turbolenze.
Procedi un passo alla volta, concentrato. Le tue scelte devono essere corrette: stai arrivando a destinazione.
Muovi il timone, le ali, il muso.
Tutto deve essere fluido, millimetrico, preciso.
Motore, ali, assetto, spinta, resistenza, imbardata, forze centrifughe e centripete, suolo (SUOLO!!!!), alberi e case, nuvole, luci, permessi, forza, dolore alla mano, assetto, gps, ali, ali, ali, muso, timone e timone, muso, ali, potenza, velocità, velocità, angolo di incidenza, muso giù e velocità su, rallento con il muso su. Carrelli giù.
Le lenti al fresnel che ti indicano il corretto angolo di incidenza.
Luci ovunque.
Una striscia lunga.
Sei quasi a terra.
RICHIAMATA!
Alzi il muso, dai potenza, ti appoggi sull’aria (la senti, l’aria, è intorno a te, come un bancone su cui poggi i gomiti davanti ad una birra). Le ruote stanno per toccare il suolo…




Fai un lavoro che è importante. Lavorare, è importante, non il fatto che lo faccia.
Fai un lavoro che ti toglie tempo, ma in questa crisi è importante.
Fai un lavoro che ti fa usare il cervello. Importante.

Ma.

Vuoi la strada. L’avventura. Le notti. E le nuvole.
E vuoi fare e consumare scarpe.
E mettere in pratica tutte le altre cose che sai fare.


Sei dopo le alpi.
Devi scegliere.
E ogni scelta è precisa e millimetrica.
Ogni decisione che prendi in fase di atterraggio deve essere calcolata e mirata.

Ma c’è tempo ancora.
E ancora altre miglia.
Se si sapesse dove atterrare.



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